Tanti auguri, Swatch!

Tanti auguri, Swatch!

Il 1983 è l’anno che ha cambiato la storia dell’orologeria. Per la precisione, 35 anni fa, l’1 marzo 1983 è stato il giorno dopo il quale nulla è stato più lo stesso nel mondo delle lancette: il giorno in cui ha debuttato sul mercato il primo Swatch.

Una storia, quella di Swatch, che parte da lontano. Da quando, negli Anni ’70, l’industria orologiera svizzera di secolare tradizione era sull’orlo del baratro, ammazzata dalla concorrenza a basso costo del quarzo giapponese.

A vacillare sono soprattutto due colossi dell’epoca: la ASUAG, holding svizzera sotto la quale si riunivano diversi marchi, e la SSIH, nata dalla fusione delle manifatture Tissot e Omega.

Il tentativo di salvarle, e con esse un’economia in sofferenza, viene affidato a un abile consulente aziendale di origini libanesi, stabilitosi in Svizzera da una ventina d’anni: il signor Nicolas G. Hayek, proprietario della società Hayek Engineering.

Ad Hayek la soluzione parve subito chiara, benché all’apparenza suicida e in contrasto con la storia dell’orologeria elvetica: combattere i giapponesi sul loro stesso terreno, con orologi a basso costo, al quarzo, prodotti in grandi volumi. Ma con due elementi vincenti in più: design e pubblicità. Il tutto cambiando radicalmente la struttura distributiva.

Il primo passo fu fondere ASUAG e SSIH in un’unica società, la SMH (Société suisse de microélectronique et d’horlogerie), che sarebbe poi diventata nel 1998 The Swatch Group.

Il secondo fu concentrarsi su orologi estremamente semplificati nella componentistica e soprattutto nel design: casse sottili, a volte trasparenti, a volte multicolori, sempre “leggere”.

Il terzo, aprire grandi negozi monomarca nei punti chiave delle più grandi città europee e mondiali e in hub come aeroporti e stazioni, nei quali vendere il proprio prodotto spiccatamente di mass market e a prezzo contenuto.

Nasce così Swatch, nome nato dalla contrazione di “second-watch”, l’orologio che ciascuno può e deve avere a fianco di quello più prezioso. E il successo fu pressoché immediato.

I dati di crescita delle vendite lo dimostrano: dagli 1,1 milioni di Swatch venduti nel1983 agli oltre 12 milioni del 1986, per toccare quota 50 milioni nel 1988. Il tutto associando il marchio Swatch a un’idea di cultura pop, libertà, leggerezza.

Il resto è storia. A cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, Swatch Group si è strutturato fino a diventare una multinazionale che comprende 17 marchi, tra i quali alcuni appartenenti al gotha dell’orologeria come Breguet, Blancpain e Glashütte Original.

Il fondatore di Swatch, Nicolas G. Hayek, ha creato uno degli oggetti che hanno influenzato la cultura del XX secolo ed è mancato nel 2010 mentre era, nemmeno a dirlo, al lavoro nel proprio ufficio. È mancato dopo aver cambiato il mondo con un’idea semplice: dare leggerezza al tempo rendendo easy e popolare lo strumento che lo misura.

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