Audemars Piguet Royal Oak Offshore: 25 anni ben portati

Come ben sapete, noi di Galileus non abbiamo la passione per la parola “icona” usata in orologeria. Eppure, parlando del Royal Oak Offshore di Audemars Piguet, è difficile non usarla.

Anche perché in questo 2018 il cronografo festeggia i suoi 25 anni e la Maison, dunque, ha deciso di celebrarlo fin dal SIHH di gennaio.

Nella storia di Audemars Piguet

Fin dal suo debutto nel 1993, il segnatempo di Audemars Piguet si è dunque fatto notare per il continuo arricchimento di forme, soluzioni e materiali innovativi.

Soprattutto sotto quest’ultimo aspetto, l’orologio si è quindi dimostrato una fucina di sperimentazione, con modelli in platino, titanio, carbonio forgiato e l’immancabile oro.

Un approccio nuovo e moderno all’Alta Orologeria che ha portato al lancio di oltre 120 referenze della versione da 42 mm.

Il modello celebrativo

Per festeggiare la ricorrenza, Audemars Piguet ha quindi lanciato una riedizione celebrativa fedele all’originale in diverse caratteristiche:

  • cassa in acciaio
  • corona e pulsanti in caucciù blu
  • quadrante blu con motivo “Petite Tapisserie”
  • bracciale in acciaio con chiusura pieghevole AP.

A ricordare la sua natura di pezzo celebrativo, il Royal Oak Offshore 2018 presenta al centro del fondello l’incisione del logo “Royal Oak Offshore” con la scritta “AUTOMATIC”.

All’interno della cassa da 42 mm, resistente fino a 100 m, batte a 21.600 alternanze/ora il calibro automatico di manifattura 3126/3840, garanzia di affidabilità.

Dicevamo di bandire la parola icona? Magari un’altra volta…

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