Export 2016 ancora in calo per gli orologi svizzeri

Export 2016 ancora in calo per gli orologi svizzeri

I numeri erano nell’aria, ma adesso c’è la conferma a quanto il presidente della Federazione dell’industria orologiera (FH), Jean-Daniel Pasche, aveva ipotizzato nei giorni scorsi: nel 2016 l’export di orologi svizzeri ha segnato un calo del 9,9% anno su anno, attestandosi a 19,4 miliardi di franchi (pari a circa 18,1 miliardi di euro).

Nel fornire questo dato, la Federazione dell’industria orologiera svizzera ha segnalato anche il dato di dicembre 2016, risultato anch’esso in calo rispetto a dicembre 2015, anche se si tratta di un calo contenuto: 1,66 miliardi di franchi (pari a circa 1,55 miliardi di euro), -4,6%.

Del resto, nel 2016 è proseguita l’onda lunga dell’export in calo iniziata nel 2015 dopo che l’industria orologiera svizzera aveva dormito tra due guanciali per decenni. Ricordiamo che l’industria orologiera rossocrociata totalizza da sola oltre il 50% del fatturato mondiale del settore, esportando circa il 90% della produzione.

A pesare principalmente sul settore sono stati la forza del franco svizzero e la frenata di mercati storicamente importanti per l’industria delle lancette.

Nello specifico, sul 2016, l’unico mercato con il segno più tra i top ten per gli orologi svizzeri è stato quello del Regno Unito (+3,7%). Segno meno, e con flessioni anche pesanti, per gli altri mercati principali: Hong Kong (-25,1%), Francia (-19,6%), Germania (-10,8%), Singapore (-10,4%), Italia (-10,3%), Stati Uniti (-9,1%), Cina e Giappone (-3,3%), Emirati Arabi (-2,8%).

Su dicembre 2016 alcuni mercati sono risultati positivi: Cina (+27,6%), Stati Uniti (+10,9%) e Giappone (+3,9%). Giù Italia (-18,6%), Hong Kong (-15,7%), Emirati Arabi (-15,4%), Francia (-11,9%), Singapore (-9,7%), Regno Unito (-7,8%) e Germania (-3,1%).

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