Un buon ottobre per l’export di orologi svizzeri

Un buon ottobre per l’export di orologi svizzeri

Si prospetta un buon Natale per l’orologeria svizzera. Oltre al fatto che l’orologio è tornato in auge come regalo per le feste, l’export elevetico di lancette ha messo a segno un altro mese in positivo, chiudendo ottobre a +9,3% anno su anno, a 1,84 miliardi di franchi pari a 1,58 miliardi di euro.

A onor del vero, il dato dell’export di ottobre è influenzato dal fatto che lo stesso mese del 2016 non è stato particolarmente brillante, ma il trend in crescita rimane.

Infatti, nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno, l’export di orologi svizzeri è cresciuto del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, a 16,26 miliardi di franchi, pari a 13,9 miliardi di euro.

Passando alla consueta analisi dei principali mercati verso cui si indirizza l’export di orologi svizzeri e ricordando che l’Italia a ottobre non ha brillato (-0,7% anno su anno), si segnala l’exploit del Giappone (+21,7%), seguito da Cina (+18,2%), Singapore (+16,2%), Hong Kong (+15,8%), Emirati Arabi (+13,3%), Germania (+6,1%), Uk e Francia (+1,2%). In calo, oltre all’Italia, gli Usa: -7,3%.

Estendendo l’analisi ai dati di export dei primi 10 mesi del 2017, sono in positivo Cina (+17,3%), Singapore (+12%), Uk (+9,2%), Hong Kong (+5,4%). In calo Emirati arabi (-6,2%), Giappone (-5,9%), Francia (-3,3%), Germania (-1,7%), Italia (-1,3%).

L’analisi delle fasce prezzo per il mese di ottobre evidenzia come l’export sia stato sostenuto dagli orologi di fascia medio-alta (tra i 500 e i 3mila franchi), da quelli sopra i 3mila franchi e da quelli nella fascia 200-500 franchi. In calo gli orologi di minor pregio, sotto i 200 franchi.

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