Louis Erard, intervista ad Alain Spinedi

Da poco tornato sul mercato italiano, il marchio Louis Erard punta su orologi di grande impatto estetico e tecnico. Non a caso, uno dei suoi cavalli di battaglia è il Regolatore, segnatempo da sempre affascinante e ricco di suggestione. Ecco come il CEO di Louis Erard, Alain Spinedi, racconta a Galileus le strategie del brand.

La parola chiave della vostra filosofia aziendale è “eccellenza”: perché?
Credo che Louis Erard produca orologi molto belli e di ottima qualità, con un design di Alta Orologeria e un prezzo estremamente competitivo. Questa per noi è “l’Eccellenza”. Inoltre, con la massima cura prestata al servizio, ci sforziamo di trattare il cliente con il massimo di rispetto e umiltà come in un’azienda familiare: anche questa per noi è eccellenza.

Qual è l’orologio Louis Erard che, secondo lei, meglio incarna questa eccellenza?
Il nostro iconico Regolatore, modello che rappresenta al meglio il DNA del marchio. È un prodotto con un’immagine forte, per appassionati, collezionisti e clienti che cercano l’esclusiva di un movimento unico sviluppato dalla nostra società. Il tutto a 2000 euro.

Oggi sono molte le Maison che parlano di “heritage”: che significato ha questa parola per lei e per Louis Erard?
Significa che la nostra Maison, fondata nel 1931, ha un passato relativamente lungo – due anni fa abbiamo celebrato il nostro 85esimo anniversario – e che nel nostro lavoro attuale cerchiamo di mantenere lo spirito e le caratteristiche di distinzione che la famiglia Erard ha conferito al brand dalla sua fondazione. Anche col rilancio del 2004 Louis Erard ha lavorato con fedeltà ai principi che hanno fatto la storia dell’azienda, sia per la politica dei prezzi, sia per lo stile classico dei prodotti.

Che cosa vi guida nella realizzazione di un nuovo orologio? Design, meccanica, prezzo… ?
Tenendo sempre ben presente il rispetto dell’identità del brand, osserviamo naturalmente le tendenze del mercato e ci cimentiamo in un confronto costante con i nostri designer e responsabili di prodotto. Inoltre, sono sempre e direttamente all’ascolto dei nostri partner commerciali.

Quanto sono importanti i nuovi media nella vostra comunicazione di brand?
Da questo punto di vista devo confessare che siamo un poco in ritardo rispetto alla tendenza di un mercato piuttosto diseguale da Paese a Paese. Tuttavia, abbiamo da poco rinforzato il nostro team di Marketing con lo scopo preciso di colmare questa lacuna e un piano strategico è già pronto.

Qual è il vostro cliente tipo e che cosa cerca nei vostri orologi?
La nostra clientela è prevalentemente maschile (75%) e relativamente giovane, con un’età compresa fra i 25 e i 45 anni. In particolare il nostro cliente tipo è un amante degli orologi con complicazioni, che ricerca la distinzione a un prezzo ragionevole. Louis Erard non è un marchio di massa, ci rivolgiamo a consumatori con una certa personalità, che non si fanno influenzare facilmente dalle mode. “Esclusivo” è una parola chiave per Louis Erard.

Su quali mercati siete più forti e quali mercati avete intenzione di aggredire in futuro?
Noi siamo saldamente presenti in Svizzera, Medio Oriente e alcuni Paesi dell’Est. Da poco siamo tornati anche in Italia, dopo un’assenza, nostro malgrado, di due anni: le difficoltà del nostro precedente distributore ci avevano infatti costretto ad interrompere la collaborazione. Oggi, con il nuovo partner, stiamo riguadagnando il terreno perduto: la distribuzione attuale conta 100 rivenditori che dovrebbero diventare 150 entro la fine del 2018. Riguardo al futuro, invece, posso dire che in linea generale la nostra strategia consiste nel prediligere i mercati nei quali siamo già presenti per sfruttarne al massimo il potenziale, piuttosto che cercare di penetrarne di nuovi in cui il successo non è assicurato.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply