Patek Philippe, sogni a Basilea

Patek Philippe, sogni a Basilea

Uno dei punti di forza di Patek Philippe è quello di sapere comprendere e interpretare le esigenze del mercato e degli appassionati, proponendo referenze capaci di diventare, nel tempo, oggetti di culto.

Il tutto senza tradire una vocazione storica e artigianale che porta Patek Philippe a lavorare con infinite “variazioni sul tema” applicate ai suoi modelli di punta, quelli che, davvero, si identificano con l’Orologeria con la O maiuscola.

È il caso dell’Aquanaut Chronograph (ref. 5968A-001), il primo cronografo applicato alla collezione Patek Philippe Aquanaut.

Dotato di un movimento cronografo flyback a carica automatica con ruota a colonne e innesto verticale a dischi, il Patek Philippe Aquanaut Chronograph si presenta armonico e bilanciato.

Il contatore 60 minuti a ore 6 riprende la forma dell’ottagono addolcito dalla lunetta, mentre le indicazioni del cronografo arancio contrastano sullo sfondo nero.

la facile leggibilità di questo Patek Philippe è favorita dalle cifre applicate in oro con rivestimento luminescente e dalle lancette a bastone, anch’esse luminescenti.

Chiamato a scrivere un capitolo importante della storia di Patek Philippe è anche il Nautilus con calendario perpetuo (ref. 5740/1G-001).

Un calendario che tiene conto delle lunghezze variabili dei mesi e del 29 febbraio ogni quattro anni e che, grazie al calibro automatico ultrapiatto 240 Q che lo anima, è il calendario perpetuo più sottile nelle collezioni di Patek Philippe (8,42 mm).

Nota di merito per il quadrante blu soleil, stesso colore che distingueva gli esemplari del 40esimo anniversario della collezione, presentati nel 2016, nel quale i tre quadrantini ausiliari del calendario perpetuo si integrano con armonia.

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