Trofeo Tollegno 1900, vincono bellezza ed emozione

Trofeo Tollegno 1900, vincono bellezza ed emozione

La magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”, scriveva Filippo Tommaso Marinetti.

Aveva proprio ragione l’ideatore del movimento Futurista: le auto hanno un fascino tutto particolare, soprattutto se d’epoca. E alla quarta edizione del Trofeo Tollegno 1900 – Revival Lana Gatto, tenutosi in Piemonte il 5 e 6 maggio scorsi, se ne sono viste di bellissime e preziose.

Tant’è che il valore complessivo dei 100 bolidi d’antan in gara, si aggirava sui 60 milioni di euro, compresa una Ferrari 275 GTB gialla, da Zurigo, valutata oltre 3 milioni.

Ma là contava più il cuore che la quotazione ed è stato un piacere vedere come gli orgogliosi proprietari di Porsche, Ferrari, Lancia e Alfa Romeo – l’elenco delle case sarebbe troppo lungo da enumerare – abbiano risposto con entusiasmo all’appello lanciato dai tre fratelli Germanetti, nell’aderire a questo challenge di regolarità.

C’è di più. Alla base del trofeo c’è la volontà dei Germanetti (Lincoln, Clemente e Giovanni, saldamente alla guida della Tollegno Holding) di valorizzare il territorio biellese e di focalizzare l’attenzione sulle eccellenze locali.

Eccellenze che non sono circoscritte solo alle rinomate filature, ma che annoverano anche eccellenze artistiche, come la Fondazione Pistoletto, gastronomiche ed automobilistiche, come il Proving Ground di Balocco, centro iper tecnologico che fa capo a FCA (Fiat Chrysler Automobiles), che ha aperto le sue porte al trofeo come punto di riordino della competizione.

Così, in un lembo di terra che alterna risaie a circuiti automobilistici, capaci di convivere in simbiosi, le cento blasonate auto d’epoca hanno percorso circa 250 km, culminati con la sfilata nel centro storico di Biella.

E rispondono quasi all’unisono i tre fratelli quando si chiede loro come mai si sono imbarcati in quest’avventura: “È un’occasione unica per far conoscere il territorio e le eccellenze piemontesi e ci unisce anche la passione per le auto storiche. Organizziamo un evento all’anno e cerchiamo di farlo nel migliore dei modi”.

La cosa bella del trofeo è la partecipazione di tanti giovani”, sottolinea Giovanni, mentre Lincoln ribadisce che, “siamo stati educati con valori che cerchiamo di portare avanti, anche con le generazioni future della famiglia”.

Gianpiero Di Bari

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