Benevento-Inter 2-5: doppiette di Lukaku e Caprari, gol di Gagliardini, Hakimi e Lautaro

Partita ricca di gol: ottimo esordio dall’1 ‘del marocchino che segna e assiste. Gagliardini e Lautaro sono gli altri centri nerazzurri. Vidal è ferito all’esordio da titolare, ma Conte ha il punteggio pieno. Caprari ha segnato una doppietta per la Campania

Dal nostro inviato Filippo Conticello

Conte prima ha salutato Pippo e poi ha scatenato contro di lui le sue mille bocche di fuoco: un bellissimo amico. E il povero Inzaghi che con il suo volenteroso Benevento potrebbe avere poco: il finale 2-5 non dovrà certo abbatterlo perché arriveranno partite più morbide. Ma è la fotografia cruda di quello che può essere questa Inter in costruzione: purché razionale come in questa ripresa della prima giornata in terra sannitica. Qui, per evitare ancora una volta la follia, Conte ha scatenato i nuovi, Hakimi-Vidal, e ha trovato una squadra completamente diversa: più lucida ed energica. Il marocchino ha maltrattato almeno tre terzini che Inzaghi lo ha messo in strada, mentre Arturo è stato il solito acceleratore di potenza. Per il resto Sensi ha molto più dinamismo di Eriksen e Skriniar, recuperato alla causa dopo le sirene di mercato, aggiunge solidità alla difesa. Lo sviluppo è stato una logica conseguenza di queste premesse.

La partita

Già dopo 29 “si sprigiona tutta la potenza della vettura custom di Conte: Kolarov arma il sinistro per un lancio panoramico e poi Hakimi, dopo l’uno-due con Sanchez, può fare quello che sa fare meglio nella vita, scivolando dietro il Terzino avversario. Dopo la viola Biraghi, questa volta è toccato al povero Barba. Lukaku è il bomber destinato a raccogliere la manna dal cielo: lo ha fatto con la Fiorentina, si è ripetuto allo stesso modo con il Benevento. La sensazione è quella lui non ci sarà.La doccia fredda non ha impedito al Benevento di essere se stesso, ovvero una squadra coraggiosa e manovrabile in cui gli esterni devono spingere sul 4-3-2-1, ma questo apre le porte all’Inter quando avere il campo davanti.

Spargere

Il raddoppio arriva sempre dalla stessa fascia, con un cross del marocchino, ammorbidito dolcemente da Young: il gol si fa con un bel sinistro Gagliardini, ma è la partita in corsia che ruba l’occhio. Dopo l’esperimento di Perisic a San Siro, i nerazzurri sembrano essere tornati ai legittimi proprietari. Poi Gaglia, particolarmente in palla, offre l’assist per il facile 3-0 di Lukaku. Insomma, una festa che i Mille di Vigorito sono costretti ad applaudire. L’ortodossia contiana presuppone però che la palla sia sempre giocata dal basso: a volte la palla è troppo calda sui piedi di Handanovic, che prevede così l’occasione trasformata da Caprari in 1-3 sotto forma di pacco regalo. In questo caso niente di particolarmente grave per Conte, ma ci saranno partite in cui sarà meglio non fare questi regali agli avversari. E a proposito di offerte, dopo i tanti passaggi dati ai compagni, è il formidabile Hakimi a ricevere un tributo: la povera Letizia lo regala a lui che calcia nel piccolo aereo, e Achraf segna comodamente il quarto gol, ciliegina di un super prima metà.

Seconda metà

Al di là del punteggio, il Benevento ha piena cittadinanza in questa categoria e lo dimostra regalando un coraggioso secondo tempo: il palo timbrato da Moncini, dopo un bel scambio, e l’opportunità di Letizia sono un esempio delle buone armi in possesso di Inzaghi: contro avversari più morbidi dell’Inter saprà valorizzarli, intanto potrà consolarsi con il meritato bis messo a segno da Caprari. Conte però perde presto una delle sue frecce nel secondo tempo: Vidal se ne va per un dolore alla coscia e sarà valutato nelle prossime ore. I successivi inserimenti di Brozovic, Perisic e Lautaro per Lukaku (l’argentino ha anche il tempo di segnare il quinto gol della serata) sono da leggere in ottica laziale. Domenica l’Inter vuole confermarsi lassù e il primo scontro diretto arriva al momento giusto. Il Benevento offre però un’altra bella notizia: il fatto che in uno stadio così piccolo ci siano mille persone, ben distribuite sulle due tribune, fa sembrare la partita più vicina alla normalità. Le urla del pubblico si sentono finalmente distinte, gli applausi ei fischi percepiti dai giocatori sono piccoli pezzi di vita ritrovati.

Susana Russo

Susana Russo

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