Borsa Italiana, il commento dell’incontro di oggi (6 agosto 2021)

Importanti suggerimenti tra i titoli del settore bancario: spicca la slide di UniCredit, mentre BPER Banca e Creval hanno registrato buoni rialzi. Maschio Tenaris e Pirelli

Milano-negativeIn territorio negativo i principali indici di Borsa Italiana e i principali mercati finanziari europei nella sessione del 6 agosto 2021. Secondo gli analisti di Anima, l’aumento della volatilità e illiquidità che storicamente distinguono i mesi estivi potrebbero offrire terreno fertile per una fase di consolidamento del mercato. In particolare, gli esperti hanno confermato il posizionamento neutrale sulle azioni italiane, ricordando che nelle ultime settimane gli investitori hanno reagito con entusiasmo alle notizie di politiche fiscali e monetarie espansive. Tuttavia, “la velocità e le dimensioni del rimbalzo (circa il 45% dai minimi del 16 marzo) ci portano a credere che una fase più riflessiva possa attenderci d’ora in poi, in attesa di una maggiore visibilità sulla velocità del recupero e dell’attuazione del Fondo di recupero “, hanno detto gli esperti.

Il FTSEMib ha lasciato l’1,34% a terra a 19.475 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 19.353 punti e un massimo di 19.834 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso l’1,24%. Segno meno anche per il Cappello medio FTSE Italia (-0,44%) e per il Stella FTSE Italia (-0,43%). Nella sessione del 6 agosto 2021, il valore degli scambi è salito a 2,44 miliardi di euro, rispetto a 1,99 miliardi di mercoledì; 868.625.022 azioni cambiate di mano (756.619.882 nella sessione di mercoledì). Dei 400 titoli negoziati, 240 hanno registrato una performance negativa, mentre gli aumenti sono stati di 130; invariate le restanti 30 azioni.

L’Euro ammontava a $ 1,185, mentre il bitcoin ha toccato i 12.000 dollari (circa 10.000 euro).

Il diffusione Patto BTTP è leggermente inferiore a 155 punti.

Suggerimenti importanti tra i titoli del settore bancario.

UniCredit ha subito un colpo del 3,87% a 7,766 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di caduta. L’istituto ha chiuso il secondo trimestre 2021 con ricavi per 4,17 miliardi di euro, in calo del 7,7% rispetto ai 4,52 miliardi di euro ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato operativo netto è diminuito del 42,1%, da 1,36 miliardi a 788 milioni di euro, a seguito di rettifiche su crediti per circa 937 milioni. Il trimestre si è chiuso con un utile netto di 420 milioni di euro, rispetto agli 1,85 miliardi registrati nel secondo trimestre del 2019; il risultato netto rettificato è stato positivo per 528 milioni di euro. Secondo le indicazioni di consenso degli analisti pubblicate sul sito web di UniCredit, il margine di intermediazione era previsto in 4,12 miliardi di euro (valore mediano), mentre il risultato operativo operativo era stimato in 578 milioni di euro. Il consenso degli analisti ha indicato un utile netto trimestrale di 335 milioni di euro. Alla fine di giugno 2021 le attività finanziarie totali di UniCredit ammontavano a 700 miliardi di euro, con un incremento del 5,6% rispetto al trimestre precedente. Alla stessa data, le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite del 31,2% rispetto al valore dell’anno precedente e del 5% rispetto al trimestre precedente, scendendo a 23,7 miliardi di euro. Il rapporto CET1 a pieno carico di UniCredit si attesta al 13,85%. UniCredit ha confermato che rispetterà le raccomandazioni della BCE sui dividendi 2021 e non pagherà dividendi né riacquisterà azioni nel 2021. La direzione di UniCredit ha anticipato che la politica di distribuzione del capitale pianificata del Team 23 verrà reintrodotta dal 2021 con riferimento all’anno 2021. Per l’anno successivo UniCredit ha confermato l’obiettivo di utile netto sottostante compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

In costante progresso, tuttavia, Banca BPER (+ 2,17% a 2.216 euro). L’istituto ha comunicato i risultati del primo semestre 2021, il periodo si è chiuso con un utile netto (esclusi gli interessi di minoranza) di 104,68 milioni di euro, con un incremento del 4,2% rispetto ai 100,49 milioni registrati nei primi sei mesi dell’anno scorso. Il risultato ha beneficiato di un impatto positivo delle imposte del periodo, principalmente attribuibile ai benefici previsti dal decreto “Cura Italia” e all’effetto netto derivante dal rilascio di attività immateriali. Al contrario, le rettifiche di valore nette per il rischio di credito sono raddoppiate a 298,6 milioni, a seguito del peggioramento del contesto macroeconomico causato dall’emergenza sanitaria. Il risultato operativo è nettamente migliorato, passando da 304,46 milioni a 399,46 milioni di euro (+ 31,2%), mentre il risultato operativo è cresciuto del 23,7% a 1,22 miliardi. Alla fine di giugno 2021, i prestiti alla clientela, al netto delle rettifiche di valore, ammontavano a 52,2 miliardi di euro. Alla stessa data, i crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scadute) ammontano a 2,6 miliardi di euro, in calo del 12,2% rispetto alla fine del 2019 anche a causa della cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza per un valore contabile lordo pari a 1,2 miliardi recentemente conclusi (operazione “Primavera”). BPER Banca ha inoltre fornito un aggiornamento delle prospettive economico-finanziarie per il 2021, a seguito della situazione di prolungata emergenza sanitaria e del conseguente significativo cambiamento nel contesto macroeconomico; in particolare, il management stima che l’utile netto consolidato potrebbe essere pari a circa 235 milioni nel 2021.

La gara si è fermata Intesa Sanpaolo (-112% a 1.8138 euro), dopo i forti aumenti registrati nelle ultime due sessioni. Dalle comunicazioni rilasciate dalla Consob il 5 agosto 2021, si apprende che il 31 luglio BlackRock ha ridotto la quota aggregata detenuta nel capitale dell’istituzione dal 5,011% al 4,944%.

Da notare il salto di Creval (+ 4,73%), dopo la pubblicazione della relazione semestrale. L’istituto ha chiuso il periodo in questione con un utile netto di 40,99 milioni di euro, con un incremento del 74,1% rispetto ai 23,55 milioni di euro registrati nei primi sei mesi dello scorso anno, beneficiando della plusvalenza derivante dalla vendita del credito di pegno attività, pari a circa € 33 milioni lordi, perfezionate a gennaio. Al contrario, l’utile netto delle attività operative è diminuito da 89,08 milioni a 84,12 milioni di euro (-5,6%). Il risultato operativo è diminuito da 311,83 milioni a 284,85 milioni di euro (-8,7%), a seguito della contrazione del margine di interesse (-9,6%). A fine giugno 2021, i crediti deteriorati (al netto delle rettifiche di valore) ammontavano a 575 milioni di euro, in calo del 21,5% rispetto al dato di inizio anno (732,5 milioni di euro). Sempre al 30 giugno 2021, i crediti deteriorati lordi ammontano a 1,04 miliardi di euro, in calo del 24,2% rispetto a fine marzo 2021, principalmente a causa della vendita di crediti deteriorati per oltre 800 milioni di euro, dall’inizio dell’anno, nonostante le difficoltà esterne contesto economico. Il management ha riferito che la posizione patrimoniale di Creval dovrebbe rimanere su livelli elevati.

Chiusura positiva per il Monte dei Paschi di Siena (+ 0,78%). L’istituto senese ha chiuso il primo semestre 2021 con un risultato netto negativo di 1,09 miliardi di euro (utile di 93,1 milioni nel primo semestre 2019), dopo aver contabilizzato i fondi per rischi e oneri riconducibili principalmente ai rischi legali e ai rischi associati agli accordi contrattuali , oltre al contributo negativo di 434 milioni di euro, attribuibile quasi esclusivamente alla revisione del valore delle imposte differite attive (DTA) iscritte in bilancio. Solo nel secondo trimestre, la perdita netta del Monte dei Paschi di Siena è stata di 845,2 milioni di euro. Al 30 giugno 2021 le esposizioni deteriorate lorde ammontano a 11,6 miliardi di euro, in linea con il dato di marzo e in calo rispetto al valore di inizio anno (-0,3 miliardi di euro) grazie alle cessioni effettuate nel semestre e alla chiusura alcune posizioni significative. Alla stessa data, il Common Equity Tier 1 Ratio si attesta al 13,4%.

In netto calo Tenaris (-4,95%), dopo la diffusione dei risultati del primo semestrechiuso con un fatturato di $ 3 miliardi, in calo del 21% rispetto a $ 3,79 miliardi nei primi sei mesi dello scorso anno. Il risultato operativo è peggiorato drasticamente, passando da un valore positivo di 493,5 milioni a una passività di 600,1 milioni di dollari, poiché l’utilizzo a bassa capacità degli impianti non è stato in grado di assorbire gli alti costi fissi. Anche il risultato finale è fortemente peggiorato, passando da un utile di 484,37 milioni a un rosso di 708,03 milioni di dollari. Per il trimestre in corso, il management di Tenaris prevede un’ulteriore forte riduzione delle vendite e dei margini. In particolare, i leader prevedono che il margine Ebitda (esclusi i costi di ristrutturazione) scenderà al di sotto del 5% (bassa cifra singola). Al contrario, Tenaris prevede una riduzione del capitale circolante e una generazione di flussi di cassa positivi. Per il quarto trimestre 2021, il management stima un miglioramento dei ricavi e dei margini.

Pirelli ha registrato una riduzione del 4,76%, dopo la diffusione dei risultati della prima metà del 2021chiuso con ricavi per 1,82 miliardi di euro, in calo del 31,6% rispetto a 2,65 miliardi nei primi sei mesi dello scorso anno, a causa del forte calo della domanda. Il consenso degli analisti, pubblicato sul sito Web della società e aggiornato al 27 luglio 2021, ha indicato un fatturato di 1,8 miliardi di euro. L’EBIT rettificato è sceso da 440,5 milioni di euro a 66,7 milioni di euro (-84,8%), con un margine EBIT rettificato del 3,7%, a seguito del forte calo della domanda e del forte impatto del rallentamento. Gli analisti hanno indicato un EBIT rettificato di 68 milioni di euro. Pirelli ha chiuso il primo semestre 2021 con una perdita netta di 101,7 milioni di euro, rispetto all’utile di 307 milioni di euro registrato nei primi sei mesi dello scorso anno. Gli analisti hanno indicato un risultato netto negativo di 110 milioni di euro. Il management Pirelli ha rivisto gli obiettivi finanziari per il 2021 sulla base di uno scenario caratterizzato da una crescente volatilità dei tassi di cambio e delle materie prime. Nel dettaglio, il top management prevede ricavi compresi tra 4,15 e 4,25 miliardi di euro (l’indicazione precedente è di circa 4,3 e 4,4 miliardi di euro), a causa dell’impatto dei tassi di cambio, ora stimati intorno al -4% (circa – 2% l’indicazione precedente). Il margine Ebit rettificato è stimato tra circa il 12% e circa il 13% (l’indicazione precedente è circa il 14% e circa il 15%). La posizione finanziaria netta è confermata a circa -3,3 miliardi di euro.


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