Bronzi di Riace, nuove ipotesi sulle origini

Dopo 48 anni, emergono nuove ipotesi sulle origini dei Bronzi di Riace che, oltre a non essere solo due, avevano un altro colore: la storia in dettaglio

48 anni fa sono stati trovati due dei più grandi capolavori di arte greca e simboli di Calabria. Stiamo parlando dei due I bronzi di Riace, per il quale sono sorte nuove ipotesi sulla loro origine.

Un tempo, a quanto pare, erano rivestiti di color oro e c’erano probabilmente cinque esemplari. A parlarne è l’esperto Daniele Castrizio che ha esaminato l’argilla usata per quei modelli. Secondo lui, inoltre, facevano parte di un gruppo di statue che andavano a rappresentare il momento prima del duello fratricida tra Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone, del mito di Sette in Tebe.

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Bronzi di Riace, i dettagli della teoria

La teoria di Castrizio, tra quelle formulate a partire dal ’72, è una delle più concrete, che si basa su fonti letterarie e iconografiche, arrivate dopo oltre vent’anni di studi e ricerche. Per quanto riguarda il colore utilizzato, si è arrivati ​​a pensare all’oro dopo alcuni test effettuati da una fonderia rispettando le percentuali di lega utilizzata per i bronzi.

Daniele Castrizio ha dichiarato: “I Bronzi di Riace erano biondi e dorati e venivano prodotti ad Argo, nel Peloponneso greco. La costruzione risale alla metà del V secolo, con brevi distanze temporali, nella stessa bottega ma ad opera di maestri diversi. Si è capito che B corregge gli errori di A, che rimane ancora la statua perfetta nella tecnica di fusione del bronzo tra quelle che ci sono pervenute dall’antichità ”.

Le restanti statue, mai ritrovate, sono oggetto di continua ricerca. In tempi recenti al largo della costa di Riace diversi echi del sonar indicherebbero masse di metallo che potrebbe nascondere belle sorprese.

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