c’è un boom di infezioni sull’isola. E ora Ibiza cerca di armarsi

Ma che diavolo sta succedendo a Pag, a Croazia, la nuova mecca delle vacanze per i ventenni Europa, comprese birre per due euro, cocktail per cinque, discoteche dove vai con due monete? Tornano positivi decine di giovani: ieri l’ultimo grande gruppo, sette giovani bresciani, tutti in vacanza a Pag, tutti positivi; a questi si aggiungono tre lodigiani, che hanno viaggiato in un gruppo di 150 giovani. Bum: in un solo giorno, nella sola Lombardia, dieci sono tornati contagiati da quella che i ragazzi chiamano “l’Ibiza dei poveri”, perché il biglietto della discoteca costa circa un decimo di quello del Pacha o dell’Amensia nell’isola delle Baleari. L’epidemia croata dei ventenni europei dovrebbe essere studiata dagli scienziati: ci sono decine di segnalazioni da Germania, Austria, Slovenia. Ieri le autorità sanitarie croate, di fronte all’aumento di nuovi casi, non hanno chiuso le discoteche, ma hanno annunciato un nuovo sistema di controllo, di dubbia efficacia: sarà possibile continuare a ballare, ma attorno a un tavolo per mantenere le distanze, un po ‘come nei nightclub asiatici. Il direttore dell’Istituto croato di sanità pubblica ha spiegato ai giovani che ballare attorno al tavolo “è la nuova normalità”. Qui, chissà se nelle notti selvagge di Pag lo stratagemma funzionerà.

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Nei gruppi Facebook di italiani che vanno in vacanza a Pag ci sono anche mamme di bambini, tornate con Covid, che lanciano l’allarme e ci invitano a stare attenti. Ma sembra inutile: da fine luglio Pag e il fulcro del divertimento per i giovanissimi di Zrce Beach tornano costantemente nuovi ragazzi positivi. Gli italiani ci vanno soprattutto per il liceo, perché costa poco e perché fino all’altro giorno locali come Kalypso, Noa, Papaya erano una serie di feste, alcol, urla, abbracci, incontri, tutte cose belle a vent’anni. , tranne che questo è il 2020 e c’è una pandemia in corso. Quest’estate forse non ci sono DJ superstar, come negli anni passati, ma vengono utilizzati quelli locali. E la formula della console, la musica e centinaia di ragazzi vicini che si stringono e si abbracciano, offre il meglio degli scenari al coronavirus che si muove da un corpo all’altro, dalla ragazza italiana che parla al coetaneo tedesco, dal giovane arrivato. di Bratislava che balla accanto alla sua nuova amica slovena: nonostante il Covid, i giovani di mezza Europa nati all’inizio del millennio si incontrano a Pag.

Le autorità sanitarie della vicina Slovenia ieri hanno spiegato: “La maggior parte dei casi importati in Slovenia sono il risultato di comportamenti irresponsabili di giovani che visitano locali notturni e feste sulla costa croata, in particolare l’isola di Pag e la sua spiaggia. Zrce”. Ieri la Croazia ha registrato 134 casi, che sono moltissimi per una nazione che ha meno abitanti del Lazio. Ecco, sul Lazio: qui si sono contati cinque casi positivi in ​​arrivo da Ibiza, in due gruppi distinti, tutti nella fascia di età 30-40, che è la più caratteristica dell’isola, anche perché il saldo comprende anche chi si reca nelle vicinanze Formentera, una colonia italiana per il turismo. Rispetto ai casi di rimpatrio dalla Croazia siamo nell’ordine di uno a 20, ma anche nell’isola delle Baleari, che fino ad ora aveva avuto uno dei tassi di contagio più bassi, non paragonabile a quello della Spagna, cresce la preoccupazione. Migliaia di turisti stanno arrivando dalla penisola iberica, era impossibile che il virus non iniziasse a circolare: i casi giornalieri sono aumentati nell’ordine di 10-20 al giorno. Ibiza ha fatto una scelta opposta a Pag: le discoteche – le più famose e redditizie al mondo – sono chiuse, i bar sono aperti solo fino alle 2. E l’altra sera, nella zona di Sa Penya, dov’era Radunata la folla dei locali, intervenute le forze dell’ordine che hanno chiuso la strada, multato le sbarre e una trentina di persone che non indossavano maschere (sull’isola, a differenza dell’Italia, è obbligatorio anche all’aperto).

Tra l’Ibiza dei poveri – Pag in Croazia – e l’originale Ibiza dei meno poveri, altre due destinazioni hanno caratterizzato l’estate Covid. Corfù, in Grecia, raggiunta anche dai traghetti da Ancona, è l’altra meta di viaggio della maturità: visto il numero di bambini rientrati con Covid, si sta avvicinando la Croazia, tanto che le autorità locali hanno deciso di limitare le attività delle discoteche . Parallelamente Malta, dove il virus è tornato a correre e la vita notturna non ha avuto pochi freni: solo nell’ultima settimana il governo è intervenuto per arginare gli eventi con tante persone.

Ultimo aggiornamento: 00:41


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Angelo Narcisi

Angelo Narcisi

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