Discoteche, chiude la Spagna. E l’Italia osserva la crescita degli aspetti positivi

Discoteche, chiude la Spagna.  E l'Italia osserva la crescita degli aspetti positivi

Ne parliamo dopo Ferragosto. Con il più evidente dei rinvii, il tiro alla fune tra Governo e Regioni sulla chiusura di discoteche si è preso una pausa e così, nel giorno più importante dell’estate, nei locali all’aperto di quasi tutta Italia si può continuare a ballare, dimenticando che siamo nel 2021 e la pandemia di coronavirus sta stritolando nuovi contagiati e, purtroppo, anche nuove vittime.

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Di fronte alle pressioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha chiesto lo stop a discoteche, preoccupati per il costante aumento dei contagiati, il lavoro parallelo di diplomazia telefonica da parte del ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, le Regioni hanno richiesto tempo. La riunione in videoconferenza prevista per ieri è stata rinviata e poco importa che il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, abbia spiegato: “Diciamolo, le discoteche devono essere chiuse subito”. Per salvare le apparenze e sancire la tregua, il focus è sulle maschere. In modo quasi bipartisan e sorprendentemente simile, sia l’Emilia-Romagna (centrosinistra) che il Veneto (centrodestra) hanno emanato due ordinanze che dicono: discoteche sarà ridotto del 50 percento e sarà obbligatorio indossare una maschera. Anche la Puglia, il giorno prima, aveva introdotto l’obbligo di indossare la maschera, mentre solo Calabria e Basilicata avevano disposto la sospensione dell’attività. In Abruzzo la Regione ha ribadito che, come richiesto dal Dpcm in vigore, in discoteca è necessario tenersi a due metri di distanza e utilizzare una maschera. Il ministro Boccia: «I provvedimenti adottati confermano la continua e leale collaborazione con il governo. Continueremo il monitoraggio nelle prossime ore pronti per qualsiasi intervento ». Spoiler: oggi in quasi tutta Italia le discoteche all’aperto continueranno la loro attività. «Una follia – attacca l’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato – è servito un forte intervento del governo per chiudere le discoteche, cosa aspettiamo? L’epidemia è ricominciata. Che senso hanno misure diverse da regione a regione? Forse chiudo alla Lazio ei ragazzi vanno in Toscana. Il governo doveva decidere quello che ha deciso oggi la Spagna ”.

Ecco, gli spagnoli, che ieri hanno sfiorato 3mila casse al giorno, nella riapertura dopo il blocco avevano superato nell’imprudenza, riaprendo praticamente tutto, discoteche comprese. Ieri improvvisa marcia indietro: tutti i locali e le discoteche chiuse. Infatti, fumare all’aperto è vietato in tutto il paese. L’Italia preferisce il compromesso, nel giorno in cui il numero di nuovi casi positivi continua a crescere. Ieri 574, ci avviciniamo a 600. Non c’erano mai stati così tanti nuovi infetti in 24 ore dal 24 giugno. Il dato più alto del Veneto (127), sfiora anche il centinaio anche la Lombardia. E le Regioni fino ad ora sotto controllo danno segnali di ripresa: 45 casi nel Lazio, 44 ​​in Campania, 32 nelle Marche, 36 in Sicilia e 19 in Calabria. In Toscana c’è una storia che sembra l’esempio perfetto delle insidie ​​di questi giorni, tra giovani che tornano positivi dalle vacanze e locali notturni che alimentano il contagio: pochi giorni fa un ventenne pisano (successivamente testato positivo) dopo essere tornato da Mykonos, è andato a ballare in una discoteca di Marina di Pietrasanta. 550 ragazzi sono ora in quarantena e stanno facendo i test: ieri sono stati registrati due casi positivi legati a quel cluster. L’altro giorno è scattato in tutta Italia l’obbligo di contattare l’ASL e di sottoporsi al tampone per tutti coloro che rientrano da Grecia, Croazia, Malta e Spagna. Ma il sistema sanitario regionale rischia di reggere l’onda d’urto, solo nel Lazio sono arrivate 5mila telefonate. Negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino allestiti da Adr le stazioni dove eseguire i tamponi rapidi da dopo il 15 agosto, ma questa è un’eccezione, perché la maggior parte degli aeroporti italiani non offrirà questa possibilità. A livello europeo la situazione è sempre più confusa: migliaia di turisti britannici che erano in Francia sono improvvisamente tornati a casa, perché il Regno Unito da domani imporrà la quarantena a chi tornerà da quel Paese. La Francia è irritata. La quarantena britannica si applica anche a chi torna dall’Olanda.

Resta la conferma del fatto che l’epidemia colpisce soprattutto i giovani: in Puglia ci sono cinque ragazzi, tra i 20 ei 30 anni, ricoverati in “condizioni gravi” nei reparti di malattie infettive. Insomma, anche tra i giovani non è certo che l’infezione non porti a problemi. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, per il 2 per cento delle persone di età compresa tra i 20 ei 30 anni si hanno sintomi “gravi”: sembra una percentuale bassa, ma sui grandi numeri il discorso diventa molto delicato.

Ultimo aggiornamento: 00:44


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