Missili e droni piovono su Eilat dallo Yemen, Israele elimina un leader di Hamas nella Striscia – Corriere.it

Il fronte del Mar Rosso si è nuovamente illuminato. Scontri violenti nella Striscia. Lanci di razzi. È un numero di civili uccisi che si solleva in modo tragico: martedì diversi edifici a Jabalia sono stati distrutti da un bombardamento israeliano. Si teme un numero elevato di vittime.

La sorpresa

Un posto alto X (Twitter) di una parola: «Sorpresa». E poi il lancio di missili in direzione Israele. IL Miliziani sciiti Houthihanno cercato di colpire la città di Eilat dallo Yemen ma lo scudo ha intercettato la minaccia utilizzando, per la prima volta, il sistema Arrow. Il fronte del Mar Rosso si è aperto il 10 ottobre con le minacce dei guerriglieri appoggiati e armati dall’Iran, i loro leader si sono detti pronti a muoversi a fianco di Hamas. Nove giorni dopo hanno sferrato il primo colpo, un attacco sventato dall’azione di una nave americana appena a nord dello Yemen, che ha abbattuto la maggior parte dei “proiettili”, e dai sauditi.

Al primo “ciclo” ne sono seguiti altri, con esplosioni attribuite a droni kamikaze nelle città egiziane di Taba e Nuweiba, nel Sinai, probabilmente “aerei senza pilota” andati fuori rotta. Infine, ieri mattina il nuovo allarme intorno a Eilat, causato dall’avvistamento di droni, e il successivo attacco effettuato con missili, forse i Toufan. A Gerusalemme si attendono altre “sorprese”.ha promesso loro un portavoce degli Houthi.

In guardia

Israele era in guardia. I radar – ce n’è uno importante nel Negev gestito insieme agli americani – e i sistemi di ricognizione avanzata hanno “avvistato” le portaerei, innescando la risposta dei caccia F15 e delle batterie Arrow, un’arma sviluppata appositamente per respingere gli armamenti a lungo raggio. Accanto agli strumenti dello Stato ebraico ci sono quelli degli Stati Uniti, aumentati di numero in tutta la regione. UN ponte aereo gigante ha trasferito Patriot, Thaad e relative munizioni ai paesi alleati mentre la sorveglianza è stata intensificata con un vasto dispiegamento aeronavale che va dal Mediterraneo al Golfo Persico e include il Mar Rosso dove le unità alleate si incrociano.

Le manovre

Nella Striscia l’esercito sì continuò la sua pressione lungo il mare, nella parte settentrionale, e ad est raggiungendo la periferia di Gaza City. Ancora una spinta nella parte centrale con l’obiettivo di raggiungere la strada costiera di Al Rashid per chiudere una sacca densamente popolata. I soldati, però, hanno incontrato una tenace resistenza da parte dei miliziani. Come previsto, i mujaheddin sono emersi dai tunnel, ingaggiando il nemico e tendendo imboscate.

Tattica documentata da un video diffuso dal movimento: i guerriglieri escono da un tunnel in una zona rurale, avanzano tra i cespugli bassi e poi aprono il fuoco con i cannoni anticarro. Episodi che si ripeteranno all’infinito, costringendo l’esercito a farlo procedi con cautela. Il numero di carri armati, veicoli blindati e bulldozer corazzati, avanguardie delle due divisioni, è sempre enorme. Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha confermato l’asprezza della battaglia: otteniamo risultati, ma a caro prezzo. Per ora si ha notizia della morte di due militari della Brigata Givati.

Erano membri di un plotone di ricognizione impiegato nell’a inviare a Jabalia. Una fase dell’operazione per eliminare un comandante di Hamas, Ibrahim Biari, che ha portato anche al raid nelle case del campo profughi con conseguenze devastanti per gli abitanti.

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