Scuola, 6 Regioni posticipate. Mascherine, gli scienziati: “Le panchine non ne hanno bisogno”

Ora che tutto è più o meno pronto, e che anche su trasporti, Regioni e Governo hanno trovato un accordo, la partita brucia tutta nelle mani del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. “Non era mai successo, ma lo faremo”, scrive il responsabile del dipartimento di viale Trastevere in una lettera inviata a presidi, insegnanti e tutto il personale scolastico che tra pochi giorni sarà alle prese con nuove regole, spesso diverse da regione a regione. regione, e con il solito caos.
La riunione serale della Conferenza Unificata Stato-Regioni consegna l’ultimo tassello delle linee guida per la ripartenza: le regole per viaggiare su treni e autobus. I governatori che riescono a portare la capacità degli autobus all’80% e ottenere risorse (200 milioni di euro) per attuare le gare in modo da coprire il restante 20%. Scuolabus a pieno carico per viaggi inferiori a quindici minuti. Spaziatura di un metro, e quindi posti ridotti, sul resto degli autobus e sui treni regionali in attesa dell’arrivo del plexigas per separare studenti e passeggeri. Quindi io banchi vetture in consegna, anche se ieri nessuna certezza sui tempi, nessun obbligo di mascherare in aula se c’è un metro di distanza. D’altra parte, sono obbligatori all’uscita e quando si viaggia all’interno della scuola. Le aule sono costantemente ventilate, con 37 anni e mezzo di febbre si resta a casa, ma la misurazione spetta alle famiglie.

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IL SETTORE
All’incontro, convocato dal Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, era presente il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, in collegamento con i Ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Istruzione Lucia Azzolina e dei Presidenti di Regione Bonaccini e Toti nonché i rappresentanti dell’ANCI, per riavviare un settore che, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenta una “risorsa decisiva” per il Paese.
Al termine dell’incontro tutti sono stati d’accordo, anche perché non si poteva più rinviare nonostante non tutte le regioni intendessero aprire le scuole il 14 settembre. Al via per prima la provincia di Bolzano, dove gli studenti torneranno a lezione il 7 settembre. Tutti gli altri seguiranno il 14 ad eccezione del Friuli dove torneranno il 16 settembre, la Sardegna il 22, mentre Puglia, Calabria e Abruzzo, e probabilmente anche Campania, andranno al 24 settembre per bypassare referendum e regionali. elezioni del 20 °.

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Un balletto di date il che non rende la sfida del governo meno semplice. La riapertura delle scuole, dopo uno stop di sei mesi e un anno scolastico – quello passato – da dimenticare, rappresenta un banco di prova importante per l’esecutivo che si aggiunge a quelli elettorali di fine mese. “Una sfida complessa”, definiscono il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riconosce l’importanza della nomina quando afferma che “la riapertura delle scuole è la nostra priorità”.

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Conte ha ringraziato il ministro Speranza lasciando al ministero dell’Istruzione il compito di riavviare una macchina che, ai soliti problemi, ne aggiunge una potenzialmente in grado di far saltare in aria l’intero sistema della pubblica istruzione in caso di nuove e seppur parziali chiusure. Lo ricorda lo stesso ministro della Salute quando avverte le scuole che devono sempre avere un piano B fatto di “lezioni online”, soprattutto “per studenti fragili” e “educatori vulnerabili”. Quanti professori e docenti presenteranno un certificato medico il 14 settembre è difficile quantificare anche se un ex ministro dell’Istruzione, l’azzurra Maria Stella Gelmini, parla di una stima di 260.000 supplenti da reclutare nelle prossime settimane. In attesa del solito valzer degli insegnanti, anche le scuole dei pari tirano un sospiro di sollievo poiché il ministero dell’Economia fa sapere che le scuole dei pari potranno richiedere “anticipi di cassa” “in caso di emergenza”.

Ultimo aggiornamento: 07:17


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